martedì 17 maggio 2011

IL FALCO NELLA PIOGGIA






Ieri, per tutto il pomeriggio, un falco se n’è stato sotto la pioggia, appollaiato sul palo del telefono piantato tra il fienile e il parco giochi.
Curvo e ingobbito come se portasse addosso tutto il peso del mondo, sembrava imbalsamato, fradicio dal becco agli artigli. Immerso nei suoi pensieri, da cui niente e nessuno riuscivano a distoglierlo, scrutava il mondo accigliato e se ne stava a distanza.
Aveva perso ogni regalità. Avrebbero potuto scambiarlo per un corvo o un qualsiasi altro comune volatile e non se ne sarebbe curato.
Ci è voluto uno squarcio tra le nuvole, un lampo improvviso, come un segno divino, per fargli ricordare chi fosse. Allora ha spiegato le ali, è volato via sul fienile, il tetto di casa, la grande quercia, la vallata che accompagna lo sguardo fino ai piedi della Majella, ed è diventato un punto in un racconto senza epilogo.
Ho attraversato tutte le stanze di casa, mi sono affacciata ad ogni finestra o balcone da cui potessi seguire il suo volo. L’ho rincorso, l’ho chiamato, implorato di tornare indietro. Si era dimenticato di portarmi con lui.


Devo il titolo ad una poesia di Ted Hughes: " The hawk in the rain/ Il falco nella pioggia" 



2 commenti:

  1. Incantevole l'atmosfera che crei con le tue parole. L'ispirazione che viene direttamente dalle forze della natura è sempre la più potente.
    Un saluto
    Daniel

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  2. @Daniel
    La bellezza e la forza della natura mi tolgono il fiato e a volte anche le parole! Grazie per essere passato dalle mie parti e per il tuo gentile commento.

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